Non pensate mai di essere delle principesse

Questo articolo viene direttamente dalla pancia, le parole sono uscite a fiumi, così ho dovuto fermarmi e scrivere.
Scrivere innanzi tutto per mia cugina Simona che si sposa il prossimo anno; scrivere a tutti coloro che lo stanno per fare.
Il matrimonio non è una favola.
E lui non è il principe azzurro.
Ci tenevo molto a mettere nero su bianco questo pensiero, perchè io stessa sono incappata in un grosso equivoco, tutta presa dai preparativi, degni di una wedding planner: fotografo, super location, fiori profumati e alta cucina.
Tutto doveva essere perfetto. Io mi sentivo una principessa.
Ma prima o poi ci si sveglia dal sogno, perchè noi non siamo Reali e la vita di tutti i giorni non è una fiaba.
Soprattutto, i futuri mariti non sono esseri perfetti, come noi pretenderemmo e, per natura, ragionano in un modo completamente diverso dal nostro.
Durante la fase precedente di quello che noi usiamo chiamare “il grande giorno”, spesso restano in disparte e un pò tramortiti dalla nostra frenesia. Noi ci auto eleggiamo, di diritto, le protagoniste.
Ho sbagliato, lo ammetto.
Se potessi tornare in dietro, vorrei un matrimonio diverso, più semplice, meno grandioso, più contenuto, privato, che sia il preludio di una vita insieme senza fronzoli, ma ricca di contenuti, di comprensione, pazienza e piedi ben piantati per terra.
Scusate questo sfogo, ma sentivo il bisogno di fare outing.
Per la cronaca, dopo un periodo di assestamento (chiamiamolo così), il nostro matrimonio procede (incrocio le dita) sulla strada giusta, ma ho dovuto imparare alcuni trucchi:
– morsicarsi la lingua e ogni tanto tacere;
– non paragonarli MAI a nessuno. Questo mina profondamente il loro orgoglio.
– non allontanarli dal loro “branco”, inteso come amici, colleghi, famiglia.
– non idealizzarli;
– non pretendere che desiderino sempre fare quello che abbiamo in testa noi. Spesso non accade e allora facciamolo da sole. Riteniamoci, tutto sommato, fortunate ad essere nate dalla parte “giusta” della terra nell’epoca giusta: non siamo costrette ad indossare veli, abbiamo conquistato la nostra libertà, possiamo passeggiare per le città senza il pericolo di attentati o bombe, possiamo uscire con le amiche senza creare scalpore.
– nelle questioni domestiche non esageriamo con la pretesa che ci sostituiscano in tutto e per tutto. Noi restiamo più brave in alcune faccende e loro in altre. Non cerchiamo di snaturarli o, almeno, non lamentiamoci dopo che non sanno fare gli uomini.
Detto ciò, sarebbe bello che anche i mariti/fidanzati/compagni si sforzassero di stilare un loro elenco.
Per quanto mi riguarda, potrei proseguire, ma credo di aver scritto l’essenziale, quello che mi premeva.
Il blog serve anche a questo, no?
Sara

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